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Leucemia mieloide acuta e cronica

La leucemia mieloide acuta è una neoplasia della linea mieloide delle cellule del sangue che provoca una rapida crescita di globuli bianchi anormali.

Questi interferiscono con il corretto funzionamento delle cosiddette cellule immature del midollo osseo, deputate alla produzione delle cellule del sangue.

Ciò comporta una diminuzione della quantità di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine correttamente funzionanti nell’organismo con un conseguente indebolimento dello stesso.

La leucemia mieloide acuta può presentarsi con sintomi quali:

  • affaticamento;
  • ecchimosi;
  • sanguinamento;
  • problemi respiratori;
  • facilità di contrarre infezioni.

La leucemia mieloide acuta è una patologia riconosciuta fra quella tabellate dell’INAIL in Lista I, Gruppo 6 (Tumori Professionali), Codice identificativo I.6.04.

Ne consegue che la malattia dà diritto alla rendita INAIL ed ai benefici previdenziali e pensionistici di cui alla Legge 257/1992.

La leucemia mieloide cronica

A differenza della leucemia mieloide acuta, la leucemia mieloide cronica:

  • è caratterizzata da proliferazione monoclonale non controllata di una sola cellula staminale ematopoietica;
  • ha un decorso più lento rispetto alla forma acuta;
  • colpisce solitamente gli adulti.

Le cause della leucemia mieloide: l’esposizione al benzene ed alla formaldeide

Le cause della leucemia mieloide non sono del tutto note ma sicuramente i fattori di rischio possono essere di origine genetica e insieme ambientale.

In particolare i fattori che possono aumentare il rischio di contrarre la leucemia mieloide acuta sono:

  • esposizione a sostanze chimiche nocive quali il benzene e la formaldeide;
  • alcune terapie anticancro come  chemioterapia (antiblastici) e radioterapia;
  • esposizione a radiazioni;
  • patologie del midollo osseo;
  • tabagismo;
  • predisposizione genetica e storia familiare.

La diagnosi ed il trattamento della leucemia mieloide acuta

Esistono vari strumenti diagnostici per riconoscere la leucemia mieloide acuta, che viene confermata qualora dagli accertamenti risulti una quantità di cellule leucemiche nel midollo osseo maggiore del 20%:

  • esame emocromocitometrico: esame che consente al medico di dare una valutazione globale delle componenti e del numero di globuli bianchi, rossi e piastrine nel sangue;
  • la biopsia del midollo osseo, che consiste nel prelievo di campioni di midollo per l’esame istologico;
  • analisi morfologica, cellulare e molecolare dell’aspirato midollare.

I principali trattamenti della leucemia mieloide acuta prevedono chemioterapia e/o trapianto allogenico (cioè da donatore sano) di cellule staminali emopoietiche del midollo.

I protocolli farmacologici standard prevedono l’utilizzo di due chemioterapici, un’antraciclina e la citarabina, nella chemioterpia invasiva o intensiva.

La chemioterapia di mantenimento invece contempla diversi protocolli clinici e può essere somministrata anche per bocca.

Le sostanze nocive da esposizione professionale cha possono causare la leucemia mieloide acuta e altre forme leucemiche. Quando è possibile un risarcimento.

Le sostanze chimiche che la letteratura scientifica correla all’insorgere della leucemia mieloide, ed in generale delle malattie mieloproliferative, sono state e sono largamente utilizzate in siti produttivi industriali, ma sono d’uso comune anche nell’ambito dei servizi sanitari.

Un risarcimento è possibile dal datore di lavoro qualora sia dimostrato il nesso causale fra esposizione colposa alla sostanza nociva sul luogo di lavoro e l’insorgere della malattia.

Il benzene

Benzene e stirene costituiscono le materie prime di partenza per la produzione di polistirolo (si pensi allo stabilimento chimico Montedison di Mantova, per il quale ci sono state diverse perizie in relazione alla malattia ed alla morte di alcuni lavoratori).

Il benzene è un agente chimico ubiquitario, presente nell’aria per la combustione dei combustibili, nel fumo da sigaretta, ma anche nel cibo.

Tuttavia si calcola che l’esposizione giornaliera lavorativa per i soggetti a rischio sia di circa 10 volte superiore a quella di un soggetto non esposto, nell’ordine di 10.000 microgrammi di benzene al giorno.

Qualora si sia stati esposti a benzene senza che il datore di lavoro abbia osservato le norme di sicurezza e tutela del lavoratore, è possibile ottenere un risarcimento per danni da benzene.

Oltre alla leucemia mieloide acuta, sono tabellate altre forme leucemiche, causate dal benzene, per le quali è possibile ottenere un risarcimento dal datore di lavoro e l’indennizzo INAIL:

  • altre leucemie non linfatiche: codice identificativo: I.6.04. C94.2-C94.5;
  • eritremia ed eritroleucemia acuta: codice identificativo: I.6.04. C94;
  • leucemia acuta mielomonocitica: codice identificativo: I.6.04. C92.5;
  • leucemia acuta monocitica: codice identificativo: I.6.04. C93.0;
  • leucemia mieloide: codice identificativo: I.6.40. C92.0;
  • leucemia mieloide subacuta: codice identificativo: I.6.04. C92.2;
  • leucemia monocitica subacuta: codice identificativo: I.6.04. C93.2;
  • leucemia promielocitica: codice identificativo: I.6.04. C92.4.

La formaldeide

Un picco di mortalità per tumori linfoematopoietici, fra cui la leucemia mieloide, e tumori cerebrali, è stata rilevata in indagini scientifiche che hanno preso in considerazione lavoratori dell’industria funeraria (imbalsamatori, patologi, anatomisti), tutti esposti per motivi professionali alla formaldeide. La formaldeide è stata riconosciuta quale sostanza che dà origine a cancerogenesi già dal 2009 dallo IARC International Agency for Research on Cancer.

Qualora si sia stati esposti alla formaldeide poiché il datore di lavoro non ha tutelato la sicurezza del lavoratore sul luogo di lavoro, è possibile ottenere un risarcimento per danni da formaldeide.

Oltre ai tumori linfoematopoietici e alla leucemia mieloide, le tabelle INAIL indicano quale malattia di origine professionale certa per esposizione a formaldeide:

  • tumore del nasofaringe: codice identificativo: I.6.40. C11;

e ad alta probabilità di origine professionale:

  • tumore delle cavità nasali: codice identificativo: II.6.09. C30.0.

Gli antiblastici

Altri studi scientifici hanno stabilito un nesso causale fra esposizione professionale agli antiblastici o farmaci chemioterapici e l’insorgenza di patologie quali la leucemia mieloide.

Molti principi attivi chemioterapici sono stati ritenuti cancerogeni o di probabile cancerogenicità e mutageni sono secondo la calssificazione della Commissione Consultiva Tossicologica Nazionale (CCTN) e ancora dello IARC.

Addetti alla preparazione di antiblastici, farmacologici, infermieri e medici oncologici sono stati oggetti di alcuni studi che hanno evidenziato un’alta incidenza di leucemia e linfomi a causa dell’esposizione professionale a tali sostanze.

Gli agenti alchilanti, quali i chemioterapici antiblastici, sono sostanze citotossiche che causano immunodepressione ed effetti mielodepressivi.

Le tabelle INAIL contemplano gli antiblastici fra gli agenti che possono causare malattie professionali:

  • tumori del sistema emolinfopoietico: codice identificativo: II.6.02. C82-C96.

Oltre a forme leucemiche e tumorali, va sottolineato che gli antiblastici possono causare gravissime problematiche a livello riproduttivo quali l’amenorrea nelle donne e l’azoospermia irreversibile negli uomini.

Qualora si sia stati esposti agli agenti antiblastici senza che siano state osservate le corrette misure di sicurezza sul luogo di lavoro, è possibile ottenere un risarcimento per danni da antiblastici.

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Crediti: immagine di Paulo Henrique Orlandi Mourao. Concessa e ridistribuita con licenza CC BY-SA 3.0 o GFDL, da Wikimedia Commons. Modificata.

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